Storie di ragazzi cresciuti bene

Cassano allo Ionio, Domenica 14 Maggio 2017 - 15:49 di Pasquale Cersosimo

Prendi una città interessata da diversi problemi di natura economica e sociale, prendi i suoi quartieri, enormi contenitori di case e famiglie, con pochi spazi per la socializzazione ed il gioco all’aria aperta. Prendi poi i ragazzi di questa città, cresciuti sicuramente bene ma comunque lontani, troppo lontani da quella modernità che da queste parti sei costretto a guardare in tv o su internet.

Unisci questi ingredienti con le dovute dosi ed usciranno fuori i giovani di questa terra, con i loro sogni, le loro speranze, i loro progetti che duramente cercheranno di portare avanti in questa realtà.

E proprio sulla strada di questa Città che avviene l’incontro di tre adolescenti: vite diverse, quartieri diversi ma un'unica passione comune, quella per il rap che per i tre non è solo un genere musicale ma il loro stile di vita, un modo come un altro per dire “io ho qualcos’altro per la testa e voglio urlarlo al mondo”.

Danilo, Francesco e Giuseppe, questi i loro nomi, da qualche tempo hanno deciso di unire le loro storie per rompere la monotonia in una maniera decisamente diversa e creativa. Infatti, la comune passione per la musica, nonostante la giovane età (hanno tutti meno di sedici anni) li ha già portati a realizzare non pochi progetti musicali, piccole esperienze che resteranno impresse nella loro mente come primo elemento formativo.

Così con la loro creatività, Danilo e Francesco, diventano Inedito&Madiè che accompagnati dalla musica creata al computer da Giuseppe danno vita ad una formazione che prende il nome di The Perfect Crew.

Il loro primo esordio, lo scorso sette maggio, durante i festeggiamenti per la vittoria della locale squadra di calcio: un paio di pezzi che ci fanno subito capire che in quelle parole, i quei versi, in quei gesti c’è qualcosa di più che una semplice canzone cantata con lo stile del momento.

Decidiamo così di incontrare questi ragazzi, per conoscerli ed ascoltarli, per cercare di comprendere a cosa aspirano, oltre al semplice esibirsi su un palco. Così, quella che doveva essere un’intervista diventa un dialogo tra due generazioni, uno scambio di opinioni ma anche di domande reciproche, di risposte mai trovate e di sogni, intorno ai quali ognuno ha costruito la sua esistenza.

“Sin da piccoli ascoltavamo rap”, esordisce Francesco, “ed un sabato qualunque, abbiamo deciso di creare il gruppo”. Il racconto va avanti e negli occhi dei ragazzi noti quell’orgoglio tipico di chi vuol comunicare qualcosa a modo suo. Cresciuti in quartieri pieni di cemento, stanno modellando la loro vita su quelle icone del nostro tempo che per la loro originalità restano orgogliosamente al di fuori dalla massa. “Sin da piccolo mi rivedevo nei testi di Bassi Maestro” dice Danilo, “e così come ha fatto lui, mi sono raccontato anch’io”.

I ragazzi hanno scritto due pezzi, un inno per la vittoria in Promozione della Young Boys “scritto in quatto giorni”, come dicono sorridendo e “Cresciuti Bene”, che per tanti versi rappresenta il loro manifesto, la loro dichiarazione al mondo in cui dicono a chiare lettere: “Vogliamo farci accettare diversamente in un paese sbagliato”.

Ma i sogni ed i progetti di questi giovani non si fermano solo alle parole del loro free style: hanno così tante idee e tanta energia che vogliono esprimerla con ogni mezzo a loro disposizione. E forse qui noti la forza e la tenacia di questi giovani, semplici ma forse un po’ diversi da tanti loro coetanei. Noti come questi ragazzi hanno capito che può esserci un altro modo di usare la tecnologia ed i mezzi oggi a nostra disposizione. Un gruppo di giovani che seguendo questi loro sogni, diventa una sorta di collettivo dove ognuno fa qualcosa per realizzare insieme un unico grande prodotto.

Come ad esempio il video, che dovrebbe uscire a giorni, la cui regia e montaggio sono curate da un altro loro amico di nome Christian, ma realizzato a più mani, compresa la storia che il video racconta, storia di un ragazzo di strada che sulla strada incontra pericoli e le incognite. Una denuncia sociale, un modo bello e onesto per raccontare di una realtà a volte nascosta e sottaciuta, ma nella quale i nostri giovani sono costretti a crescere.

Nonostante ci siano i genitori, sempre pronti a sostenerli ed a proteggerli e felici di questa loro scelta ma forse con qualche piccola preoccupazione, dal momento che temono che questa passione possa distoglierli dallo studio, i ragazzi mostrano tenacia e passione anche se in loro c’è una grande consapevolezza: “Ci manca chi ci sostiene, non ci sono luoghi dove poterci esibire o riunire liberamente per esprimerci”.

Un problema vero, serio e reale in una società che tante volte pensa ad apparire e si dimentica invece delle esigenze di tanti ragazzi, che dalla strada chiedono solo riscatto.



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